| Il "Flusso" alias lo stato di grazia durante una gara di orientamento |
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L’ESPERIENZA DEL FLUSSO (FLOW) – FLIT Di Roberto Biella Molti atleti, soprattutto di alto livello, hanno talvolta sperimentato in gara condizioni psicofisiche particolari accompagnate da un senso di benessere, con la prestazione che fluisce (inglese flow) senza sforzo apparente con risultati di gran lunga superiori alle aspettative. Le cose semplicemente “avvengono” da sole, quasi senza pensarci. L’immersione nella gara è totale, e la prestazione è intesa non come momento di confronto – e quindi di tensione e già di per sé fuori da questo stato mentale - ma unicamente ed esclusivamente come espressione della propria tecnicità, della propria concentrazione sul fare, assorbimento totale nel compito. Nessun pensiero estraneo è presente, e il livello di consapevolezza (pensiero pensante) di quello che si sta facendo è quasi assopito. Le azioni sono effettuate automaticamente, senza interruzione o valutazione critica. In orientamento lo stato di flit comporta un’intuizione immediata dello spazio dalla lettura della carta che permette di individuare direzione e distanza del punto da trovare come “se già si sapesse dov’è la lanterna”. L’atleta è come se fosse attratto dal controllo, trasportato da un flusso immaginario, si lascia cioè condurre dall’intuizione. Lo stato di flow (flit in scandinavo) avviene in particolari condizioni. • Innanzitutto le azioni da eseguire devono essere altamente automatizzate, il che vuole dire che l’orientista deve essere padrone di tutta la tecnica: saper individuare subito qual’è la scelta migliore (lettura rapida, decisionalità e progettazione controllo-attacco-scelta-uscita), saper eseguire senza errori tutte le tecniche di navigazione (osservazione del terreno a dx sx e confronto carta-territorio, procedere correttamente secondo la scelta). • Lo stato di concentrazione deve essere massimo. La concentrazione è attenzione focalizzata solo sulle cose che servono e cioè: terreno (osservare avanti, a destra e sinistra), carta (leggere fine e grossolano attorno al punto di arrivo, a quello di partenza, tra i due punti, anche molto a destra e a sinistra della riga rossa e oltre il punto) e descrizione punto (cos’è il controllo e codice). Pensare alla classifica, all’allenatore/selezionatore, ai propri compagni/avversari, soprattutto dopo un errore, è out concentration. Lo stesso pensare a problemi che non hanno nulla a che fare con la gara (studio, famiglia, fidanzata ecc). • Efficienza fisica massima; uno stato fisico non in forma crea fatica rispetto a quello che l’atleta crede di poter fare (es. una salita di corsa) e la percezione di fatica intensa è già un elemento out flow. Quindi essere atleticamente preparati è una condizione indispensabile per il flit. • Attitudine mentale positiva nei confronti di se stesso e dei propri errori. Mai invalidarsi dopo un errore. L’errore deve essere subito dimenticato per ripristinare al più presto la condizione di flit. Anche la procedura di comportamento dopo un errore deve essere altamente automatizzata con l’appropriato mental training dedicato. • Condizioni pregara positive, che devono essere tali da creare un clima piacevole, ma senza eccessi (che consumano energie nervose e concentrazione), ma neanche noioso (che aumenta l’ansia pregara). Per rendere meno effimere e casuali le esperienze di flit, l’orientista può ricostruire mentalmente e descrivere in modo dettagliato una gara, o parte di essa, in cui ha percepito a posteriori lo stato di flow, recuperando comportamenti, sensazioni ed emozioni. In stato di rilassamento profondo rievocare una tale esperienza e proiettarla in una gara futura permette di “pilotare” il flit . lo stato di flit diventa dunque meno precario e più controllabile e con l’allenamento mentale sistematico l’orientista diventa più capace di creare i presupposti per prestazioni ottimali e può esprimere al massimo le risorse personali. Compito In stato di rilassamento, rievoca una gara o una parte di essa, in cui le cose ti venivano particolarmente bene e facilmente. Cerca di recuperare più immagini (carta, bosco) e sensazioni dettagliate possibili (prima e durante la gara). Ripeti questo esercizio ogni giorno per 10 minuti. |
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